

Essendo uno dei maggiori esportatori mondiali di prodotti tessili e di abbigliamento, il Vietnam è emerso con una voce potente nel campo della moda. L’etichetta “Made in Vietnam” – un tempo simbolo della produzione di massa – è recentemente diventata un santuario creativo per gli stilisti indipendenti. Le affollate stradine di Ho Chi Minh City sono diventate un palcoscenico avvincente per la moda, dove gli acquirenti stranieri ora viaggiano per visitarlo. Ora sta, con orgoglio, diventando un centro creativo che rivaleggia con qualsiasi altro nel sud-est asiatico.
Questa nuova identità viene amplificata su alcuni dei palcoscenici più ambiti della cultura pop. Marchi come Fancì Club e LSOUL hanno infuso la loro identità focosa nelle cuciture e nelle silhouette. I loro modelli, una miscela armoniosa di ardente cultura giovanile locale e forte femminilità, sono ormai diventati un appuntamento fisso sul palco del K-pop. I membri delle Blackpink, ad esempio, hanno indossato capi LSOUL personalizzati per il loro tour mondiale “Deadline”. Questi nomi vietnamiti hanno guadagnato popolarità anche nel mercato globale, dove celebrità come Adele hanno sbalordito il pubblico in uno dei suoi concerti nel 2024 con un abito scintillante disegnato da Cong Tri.


Il crescendo di questo movimento trova il suo riconoscimento e la sua influenza di vasta portata nel regno dell’alta moda. L’invito di Phan Huy alla Settimana dell’Haute Couture di Parigi come il più giovane e primo designer vietnamita premiato dalla Fédération de la Haute Couture ha segnato una pietra miliare definitiva. Nel frattempo, la diaspora ha tessuto il proprio verso di grande impatto, dal successo di Peter Do con il suo marchio omonimo a Linh Tran, il cui ruolo essenziale come co-direttore artistico presso Lemaire modella l’eleganza minimalista in tutto il mondo ed è diventato un cult con il suo approccio modulare. Anche l’autore Ocean Vuong ha prestato la sua penna, collaborando alla narrazione della collezione Primavera 2024 di Helmut Lang, dimostrando che la creatività vietnamita è una marea inarrestabile che attraversa tutte le arti.
Da questi terreni fertili, un rigoglioso giardino di talenti continua a sbocciare, ogni designer una prospettiva fiorita. La storia è ancora in fase di scrittura, punto dopo punto.
Fanci Club


Dalla gestione di un negozio di seconda mano al vestire un lungo elenco di celebrità, Fanci Club ha tracciato un percorso straordinario. Il marchio è diventato uno dei preferiti tra i leader della moda come Hailey Bieber, Dua Lipa, Davikah e Anok Yai. L’influenza del Fancì Club si estende al palco, con i membri delle Blackpink come Jennie che indossano i modelli per le loro esibizioni sul palco. E prima che l’anno finisca, Lisa è stata vista indossare un look personalizzato che è inconfondibilmente “fancì” per le celebrazioni festive.
Fondato dal designer Duy Tran nel 2018, il marchio è uscito dal parco pur rimanendo saldamente radicato nella sua terra natale, con tutta la magia che accade tra le mura del suo primo negozio fisico situato nella vivace città di Ho Chi Minh. Lo spazio ben illuminato, adornato con mobili neri ed elementi riflettenti, è diventato un punto di sosta per turisti e appassionati di moda desiderosi di mettere le mani su questi pezzi.
Dalla collezione Autunno/Inverno 2024 denominata “Roaring” all’ultima “Renaked” per la Primavera/Estate 2026, i design di Fancì Club sono profondamente intrecciati con la cultura giovanile in Vietnam. L’ascesa fulminea del marchio ha creato una finestra affinché il mondo possa sbirciare nella dinamica generazione più giovane di Saigon.
L’ANIMA


A LSOUL, il romanticismo viene riformulato attraverso una lente tagliente. Proprio come lo spirito della sua terra d’origine, i design del marchio rendono omaggio alla bellezza del Vietnam temperata dalla tenacia. Crea un mondo in cui pizzi fragili, rose di raso e drappeggi trasparenti si affiancano a stecche, cuciture scolpite e silhouette audaci, presentando la femminilità come una forma di tenerezza altrettanto di grande impatto.
Fondato da Nguyễn Trọng LâmLSOUL non è nata come una casa di design ma come un negozio curato in seguito alle prime iniziative del designer nel campo dell’abbigliamento maschile. Questo capitolo fondamentale ha affinato un’acuta comprensione dei desideri del mercato, aprendo la strada a un’evoluzione fondamentale nel 2022. Fu allora che LSOUL divenne un’etichetta a tutti gli effetti, passando dalla cura alla creazione.
Questa visione raffinata ha rapidamente avuto risonanza oltre i confini, vestendo un gruppo internazionale di icone di stile come Katy Perry, Ling Ling Kwong e luminari del K-pop tra cui CL, Miyeon di I-DLE e altri. Il momento decisivo di LSoul è arrivato alla Shanghai Fashion Week per l’autunno/inverno 2025, dove la sua presentazione di debutto ha segnato una svolta straordinaria. Mentre il look finale abbelliva la passerella, gli applausi scroscianti significavano più di uno spettacolo di successo: annunciavano LSOUL come una nuova voce avvincente da Ho Chi Minh City, dotata di un’influenza indiscutibile.
Gia Studios


Per coloro che amano la moda tradizionale tanto quanto le sfumature del contemporaneo, Gia Studios, fondata nel 2018 dalla designer Lâm Gia Khang, è una rivelazione. Il nome stesso racchiude una doppia poesia: “Gia” è il secondo nome del fondatore, ma in vietnamita risuona con il significato più profondo di “famiglia” e “appartenenza”. Per il produttore di abbigliamento di quarta generazione, Gia Studios significa più di un linguaggio di design. Circondato da fili, tessuti e confezioni, il suo mestiere è un cimelio ereditato, un affare di famiglia che si intreccia in ogni cucitura.
Crescere in una famiglia di sarti ha permesso a Lâm una prima educazione nel campo dell’edilizia e del fashion design. Ha instillato in lui un profondo apprezzamento per le tecniche e gli indumenti tradizionali che esistevano prima che le influenze occidentali rimodellassero il paesaggio. Mentre molti lo hanno conosciuto attraverso Project Runway Vietnam 2013, la nostra ammirazione è iniziata più tardi, in uno showroom frenetico alla Shanghai Fashion Week. Lì, la sua visione divenne tangibile: il grazioso Áo dài fu trasformato in un abito lavorato a maglia con una profonda scollatura, e il cappello conico Nón lá fu reimmaginato come un fedora. Nelle sue mani la tradizione non è conservata come una reliquia ma tradotta in un nuovo dialetto.
Con una tavolozza di colori neutri nei toni della terra, Gia Studios sostiene il linguaggio della semplicità, ma i design sono tutt’altro che monotoni. Le pietre miliari della cultura sono intrecciate in silhouette che parlano alle donne di ogni ceto sociale. Dopotutto, chi potrebbe resistere al fascino di pezzi premurosi, soprattutto quando sono realizzati con materiali di prima qualità come la seta vietnamita?
Atelier Latui


Atelier Latui emerge dalla scena creativa vietnamita non solo come un marchio di moda ma anche come manifesto di una storia d’amore cruda e con sfumature punk, indossata sulla manica o, meglio, strappata da essa. Fondati sul principio dell’esplorazione dell’imperfezione e della complessità degli esseri, i progetti di Latui prosperano nello spazio elettrico tra strada, palcoscenico e forte ribellione. Questa energia magnetica lo ha reso un punto di riferimento per gli artisti globali, da Rosé dei Blackpink, J Balvin e Billkin fino ai membri di Cortis e Daniela dei Katseye. Ciò che rende questi pezzi indossabili sia dentro che fuori dal palco risiede nei loro design che parlano attraverso elementi utilitaristici, spesso esistenti con un taglio inaspettato attraverso pelle, pizzo e, ovviamente, sfida.
Questa direzione creativa trova la sua espressione più pura in collezioni come Tui 11, intitolata “Shameless: Archive of the Self”. Qui, l’etica del marchio si cristallizza nelle uniformi per questa comunità. Pezzi chiave, come la pelle pesante, i tessuti invecchiati che si accumulano o gli abiti che sfiorano la caviglia, sono realizzati con bordi volutamente sfilacciati e cuciture strappate; ogni pezzo è carico di emozione in quanto di grande impatto visivo.
Ciò che distingue veramente Latui Atelier è la sua profonda consapevolezza che la moda rivoluzionaria richiede una comunità altrettanto rivoluzionaria. Più che indumenti, le sue campagne sono scavi di sottoculture, che attingono a un vibrante ecosistema di fotografi, modelli e artisti locali per creare immagini che catturano la complessità, le emozioni stratificate e la vibrante energia sotterranea che appartiene e solo ai vietnamiti. In tal modo, Latui Atelier coltiva il proprio seguito, un battito cardiaco collettivo per coloro che hanno preferenze simili.
Aah Club di mezzanotte


Come suggerisce il nome, Aah Club di mezzanotte funziona come un incontro notturno per persone che la pensano allo stesso modo, uno spazio concettuale in cui le sottoculture convergono sotto la copertura della notte. Fondato da Pos. contenitorel’etichetta trae ispirazione da un ricco arazzo di culture di strada, musica ed estetica cinematografica. Ogni collezione funziona come un invito aperto, offrendo una lineup che funge da codice interno per coloro che trovano risonanza tra la vita after-six e la cruda autenticità dello street style.
La genialità del marchio risiede nel suo equilibrio strategico, che naviga tra pezzi di design innovativi e prodotti di tendenza. Riconosce e sfrutta la richiesta di un’identità incentrata sul marchio tra il pubblico più giovane, dove una maglietta con slogan ben realizzata è sia un punto fermo della moda che un segno di appartenenza.
Nonostante il soprannome di “The Hidden Store”, Aah Midnight Club ha catturato l’attenzione dei rivoluzionari della moda di nuova generazione. Idoli del K-pop come James e Juhoon of Cortis, celebrati per i loro stili coraggiosi e con sfumature punk, hanno fatto girare la testa indossando il marchio. Ciò che distingue veramente Aah Midnight Club è il modo in cui ritrova la radice della moda, un impegno fondamentale per la vestibilità. Demistifica i suoi riferimenti subculturali per creare pezzi che sembrano accessibili, sia che si sia nel profondo della cerchia ristretta o che si cerchi semplicemente un tocco di quello spirito ribelle, pienamente all’altezza dell’ideologia inclusiva nel cuore di una vera etichetta streetwear.
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