Un nuovo rapporto pubblicato dalla Commissione Europea e il consorzio StepUp StartUps delinea come l’Europa sta entrando in una fase critica in cui la capacità di integrare l’intelligenza artificiale negli ecosistemi di innovazione civile e di difesa determinerà sia la competitività tecnologica che l’autonomia strategica.
L’intelligenza artificiale sta diventando centrale per le tecnologie a duplice uso europee, con l’ecosistema europeo di startup e scale-up che crea nuove opportunità di innovazione, competitività e sicurezza.
Sebbene non sia formalmente classificata come tecnologia a duplice uso, l’intelligenza artificiale agisce come un fattore abilitante decisivo in molteplici aree di capacità, che vanno dall’autonomia e dal rilevamento alla sicurezza informatica, alla logistica e al supporto decisionale.
“Il rafforzamento della leadership europea nelle tecnologie a duplice uso è parte integrante della strategia dell’UE volta ad affrontare le dipendenze critiche, a definire gli standard internazionali e a rendere il ruolo dell’UE indispensabile a livello globale nelle catene del valore e nelle industrie chiave,” dice Marc LemaitreDirezione Generale “Ricerca e Innovazione” (RST
Un ecosistema in crescita ma frammentato
Negli ultimi anni l’Europa ha ampliato i suoi programmi di innovazione sia nel settore civile che in quello della difesa, compiendo importanti progressi verso una pipeline di innovazione più coordinata per le tecnologie a duplice uso. Strumenti dell’UE come Orizzonte Europa e Fondo europeo per la difesa (compreso il Programma di innovazione della difesa dell’UE, EUDIS) stanno ponendo un accento significativo sull’intelligenza artificiale, mentre sono aumentate le sinergie tra i programmi civili e quelli di difesa.
In particolare, la recente apertura del Acceleratore EIC all’innovazione nel duplice uso riflette questa tendenza.
Tuttavia, il rapporto evidenzia l’opportunità di una migliore integrazione negli sforzi europei. Attualmente, i programmi di ricerca e difesa civile non sono sufficientemente collegati, il che può rallentare la progressione delle soluzioni di intelligenza artificiale dalla ricerca iniziale all’implementazione nel mondo reale.
Migliorare le connessioni strutturali aiuterebbe a superare le complessità associate all’intelligenza artificiale a duplice uso, che beneficia della continuità: definizioni condivise, flussi di finanziamento allineati, ambienti di test compatibili e una governance chiara. Il rafforzamento di queste connessioni potrebbe accelerare il percorso dai promettenti risultati della ricerca alla maturità operativa.
Punti di forza emergenti in tutta Europa
Nonostante queste sfide, l’Europa sta già sviluppando forti capacità di intelligenza artificiale a duplice uso.
I cluster chiave – nei settori della sicurezza, dei trasporti e della robotica – sono supportati da hub dinamici come Monaco, Berlino, Parigi, Helsinki, Tallinn e Vilnius. L’attività di venture capital sta crescendo rapidamente e l’Europa è ora leader a livello mondiale nel numero di accordi di investimento nell’intelligenza artificiale a duplice uso.
L’aumento dei fondi specializzati per le tecnologie a duplice uso e per la difesa a partire dal 2022, supportato da iniziative come la Strumento di equità per la difesa nell’ambito di InvestEU, insieme al lancio di azioni come EUDIS Defence Business Accelerator o NATO Diana Accelerator, sta contribuendo a costruire una pipeline più solida per le start-up e le espansioni nel campo della difesa e dei prodotti a duplice uso.
“Siamo orgogliosi di collaborare con il FEI all’implementazione del Defense Equity Facility… per favorire lo sviluppo di un ecosistema di fondi privati che investono nella difesa nell’UE”, aggiunge Andrio KubilioCommissario europeo per la Difesa e lo Spazio.
Superare le barriere alla scalabilità
In Europa le startup e le scale-up a duplice uso guidate dall’intelligenza artificiale si trovano ad affrontare ostacoli quali: accesso limitato ad ambienti di test operativi, processi di appalto complessi, divari di finanziamento tra ricerca e implementazione e accesso limitato ai contratti.
Di conseguenza, molte innovazioni possono avere difficoltà ad andare oltre la fase di prototipo.
“In un’area di ricerca senza confini non possono esserci anelli deboli. Proteggendo la sicurezza della ricerca in tutta Europa, tuteleremo la libertà accademica, il nostro sistema di ricerca aperto e affidabile e daremo agli Stati membri la possibilità di agire”, condivide Ekaterina ZaharievaCommissario Europeo per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione.
