giovedì, Marzo 12, 2026

Tensioni commerciali e tariffe: cosa significano per le startup europee

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La relazione transatlantica UE-USA è entrata in una nuova fase di volatilità dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato gli accordi tariffari globali del presidente Trump. La sentenza getta nuovi dubbi sull’aliquota tariffaria del 15% sulle esportazioni dell’UE negoziata la scorsa estate, spingendo il Parlamento europeo a congelare la ratifica del nuovo accordo commerciale UE-USA in attesa di chiarezza giuridica. In risposta alla sentenza della corte, Donald Trump ha inizialmente minacciato di aumentare le tariffe globali al 15%, ma ha invece imposto un tasso temporaneo del 10% che scadrà il 24 luglio a meno che il Congresso non lo rinnovi.

Per Bruxelles, le implicazioni vanno ben oltre le tariffe. Con un commercio UE-USA che supera i 1.600 miliardi di euro all’anno, la crescente incertezza giuridica e le rinnovate minacce tariffarie nel contesto delle crisi geopolitiche hanno messo a dura prova non solo i legami economici ma anche la più ampia alleanza tradizionale.

Implicazioni per le startup europee

In mezzo a questo sconvolgimento geoeconomico, e con il presidente Trump che in precedenza aveva minacciato di imporre tariffe aggiuntive a diversi paesi europei nel tentativo di conquistare la Groenlandia, in che modo il nuovo accordo commerciale UE-USA e l’attuale incertezza hanno influenzato il commercio transatlantico e, in particolare, le startup europee?

Dal luglio 2025, le esportazioni dell’UE verso gli Stati Uniti hanno subito un duro colpo, gravate dall’aumento delle tariffe statunitensi e da un euro più forte, rendendo i beni europei più costosi per i consumatori statunitensi. I dati dell’ONU Comtrade mostrano che nel terzo trimestre del 2025, le esportazioni dell’UE verso gli Stati Uniti sono diminuite drasticamente del 25% a 147,1 miliardi di euro rispetto al trimestre precedente. Questa cifra era stata temporaneamente gonfiata da un’impennata di marzo, poiché le aziende statunitensi si sono affrettate a importare beni europei prima che le nuove tariffe entrassero in vigore il 1° agosto. L’impatto complessivo dell’accordo tariffario è grave: il surplus di beni dell’UE rispetto agli Stati Uniti si è quasi dimezzato, passando da 81 miliardi di euro nel primo trimestre del 2025 a 41 miliardi di euro nel terzo trimestre.

Gli esportatori irlandesi ed europei verso gli Stati Uniti sono colpiti dalle tariffe in diversi modi, con le startup in settori dipendenti dal commercio, tra cui hardware, macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, che sono particolarmente vulnerabili. Le tariffe aumentano i costi, comprimendo i margini di profitto e interrompendo le catene di approvvigionamento, che a loro volta possono avere un impatto sul flusso di cassa, come ha avvertito Enterprise Ireland. L’aumento dei prezzi e l’incertezza potrebbero spingere gli acquirenti statunitensi a cercare fornitori alternativi, lasciando le aziende europee in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti non tariffati. In risposta, Enterprise Ireland ha introdotto sovvenzioni mirate per gli esportatori irlandesi, sia per ricerche di mercato che per la convalida di nuovi mercati, per aiutarli ad adattarsi strategicamente e a diversificare i loro mercati.

Le tensioni commerciali hanno anche rivelato che l’accesso alle tecnologie critiche non è più una cosa scontata. Il crescente mercato dell’IA dell’UE, caratterizzato da una proliferazione di startup, dipende fortemente dagli hyperscaler statunitensi per i servizi cloud e AI, rappresentando una vulnerabilità strutturale. Inoltre, l’UE ha dovuto affrontare una risposta aggressiva poiché ha cercato di regolamentare le grandi piattaforme tecnologiche ai sensi del Digital Services Act, del Digital Markets Act e dell’AI Act. Ciò ha comportato ulteriori minacce tariffarie statunitensi, che hanno preso di mira anche i regolatori e i fornitori di servizi europei, comprese le società tecnologiche.

Un clima di incertezza sugli investimenti

Questo contesto volatile crea incertezza, spingendo i fondi di venture capital (VC) a prendere decisioni più caute, a ritardare gli investimenti o addirittura a ritirarsi dall’Europa. Secondo i dati di PitchBook, nel primo trimestre del 2025, la quota degli Stati Uniti sul valore totale delle transazioni europee è scesa al 46,9%, in calo di quasi il 4% rispetto al trimestre precedente. Secondo KPMG, nel 2025 il volume complessivo delle operazioni di venture capital in Europa è sceso al secondo livello più basso degli ultimi dieci anni.

Ciò colpisce in particolare le startup negli ecosistemi meno maturi che fanno affidamento su capitale esterno, soprattutto dagli Stati Uniti, per colmare le lacune di finanziamento, spesso nelle fasi successive del finanziamento. Dato che gli Stati Uniti investono già almeno quattro volte più capitale di rischio pro capite rispetto all’Europa, esiste il rischio reale di un ampliamento del divario in termini di innovazione.

In questo contesto, le iniziative per una maggiore armonizzazione tra gli Stati membri dell’UE sono fondamentali per alleviare l’impatto delle tensioni commerciali e dei dazi. L’Unione dei mercati dei capitali mira ad ampliare le opzioni di finanziamento per le startup europee e a rendere l’UE un luogo più sicuro e attraente in cui investire a lungo termine. Nel frattempo, il fondo Scaleup Europe da 5 miliardi di euro, il cui lancio è previsto nella primavera del 2026, cerca di affrontare la carenza di capitale di crescita in fase avanzata per le aziende strategiche del deep tech.

Le relazioni transatlantiche non sono più assicurate

Le relazioni transatlantiche restano economicamente vitali, ma queste relazioni, un tempo strette, non possono più essere date per scontate. Questa è una lezione dura e dolorosa per l’Europa. La diversificazione è sensata, ma comporta dei compromessi politici ed economici, e ciò si è chiaramente riflesso nei negoziati sull’accordo di partenariato del Mercosur.

Un fiorente ecosistema di startup è fondamentale per la crescita economica, la competitività e la resilienza dell’Europa agli shock commerciali globali. Nella sua strategia per le startup e le scaleup del maggio 2025, la Commissione europea ha definito il proprio ruolo, insieme al Servizio europeo per l’azione esterna e agli Stati membri, nel supportare le startup ad accedere ai mercati globali attraverso accordi commerciali, delegazioni dell’UE e strumenti UE dedicati come il portale Access2Markets. Anche le soluzioni innovative per le startup devono essere integrate nelle catene del valore di Global Gateway.

Il momento è maturo affinché le startup considerino le opportunità di diversificazione e come possano ottenere un vantaggio strategico in Europa.

Mentre l’Irlanda si prepara a ospitare la sua ottava Presidenza del Consiglio dell’UE nella seconda metà di quest’anno, le relazioni commerciali sono destinate a dominare l’agenda. Considerato il rapporto unico dell’Irlanda con gli Stati Uniti, dovrà continuare a bilanciare le tensioni con gli Stati Uniti all’interno di un’agenda europea più ampia mentre assumerà la leadership dell’UE. Se l’approccio dell’Irlanda sarà politicamente accorto, potrebbe raggiungere questo obiettivo a beneficio di tutti gli europei.

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