martedì, Marzo 10, 2026

L’acquisizione cinese di L’Officiel si trasforma in una battaglia legale globale

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Un tempo acclamata come un’ancora di salvezza finanziaria per una casa editrice in difficoltà, l’acquisizione nel 2022 di Éditions Jalou da parte del gruppo finanziario cinese AMTD è ora al centro di un’indagine legale e penale che potrebbe minacciare il futuro di uno dei titoli di lusso della moda.

Le autorità francesi hanno confermato che è in corso un’indagine per sospetta frode su larga scala a seguito di una denuncia presentata dalla famiglia Jalou, fondatrice della casa editrice de L’Officiel. La denuncia è stata formalmente depositata il 5 marzo 2025 e il caso è stato assegnato all’unità investigativa finanziaria della polizia giudiziaria di Parigi. Ciò che era iniziato come un salvataggio aziendale si è da allora evoluto in una controversia multi-giurisdizionale che abbraccia Europa, Asia e centri finanziari offshore.

Al centro dell’azione legale c’è l’accusa secondo cui il gruppo AMTD – insieme alle sue filiali tra cui AMTD Digital e The Generation Essentials Group – ha dato priorità all’ingegneria finanziaria rispetto alla gestione responsabile. La famiglia Jalou chiede ai creditori un risarcimento di almeno 40 milioni di euro e accusa il gruppo di aver sottratto beni alla centenaria istituzione della moda mentre era sotto il controllo del tribunale.

Dal salvataggio all’amministrazione controllata

Fondata nel 1921, le Éditions Jalou sono state a lungo considerate una pietra miliare dell’editoria di moda francese, supervisionando titoli come “L’Officiel de la mode”, “Jalouse” e “L’Optimum”. Il gruppo possedeva anche “The Art Newspaper” – un altro titolo culturale influente a livello internazionale – prima che entrambi gli asset venissero venduti ad AMTD. Il suo declino è iniziato a metà degli anni 2010 a seguito di una costosa controversia legale in Russia, culminata con la messa in amministrazione controllata della società nel 2022.

AMTD – un conglomerato con sede a Hong Kong con un portafoglio diversificato che spazia da soluzioni digitali, media, intrattenimento e ospitalità – si è presentato come una sorta di “cavaliere bianco” in grado di stabilizzare il business. L’acquisizione è stata accompagnata da gesti di alto profilo volti a segnalare il rilancio, tra cui un’edizione speciale presentata al World Economic Forum di Davos e una sfilata di moda allestita alla Borsa di New York. Tuttavia, dietro lo spettacolo, il rapporto tra acquirente e venditore si stava già logorando. Secondo i documenti legali esaminati dalle autorità francesi, la famiglia Jalou sostiene che l’acquisizione ha mascherato un’operazione “predatoria” volta a svuotare l’entità francese piuttosto che a ricostruirla.

Accuse di frode, abuso di marchi e beni mancanti

La denuncia accusa AMTD di contraffazione, frode fiscale, violazione di marchi e uso improprio dei beni aziendali. Al centro del caso ci sono le affermazioni secondo cui una serie di strutture finanziarie opache che abbracciano Parigi, New York, Hong Kong, le Isole Cayman e le Isole Vergini britanniche sono state utilizzate per deviare valore dalle Éditions Jalou.

Una delle accuse principali riguarda la registrazione illegale del marchio “L’Officiel” in circa 40 paesi attraverso una filiale estera con sede nelle Isole Vergini britanniche, nonostante il piano di risanamento vieti esplicitamente qualsiasi trasferimento o cessione del marchio. La famiglia sostiene inoltre che gli accordi di licenza sono stati risolti e riassegnati a entità estere, privando l’editore francese di entrate ed espandendo il controllo di AMTD all’estero.

Tra le accuse più allarmanti c’è la scomparsa dell’archivio fotografico de L’Officiel, una testimonianza visiva unica che documenta più di un secolo di moda e cultura francese. La famiglia sostiene che il luogo in cui si trovano questi archivi rimane sconosciuto. La famiglia Jalou sostiene inoltre che il ricavato della vendita dell’azienda non è mai stato interamente versato. Affermano che AMTD non è riuscita a saldare l’intero prezzo di acquisto sia per “L’Officiel” che per “The Art Newspaper”, mentre parti dei fondi dovuti rimangono congelati sui conti controllati da AMTD.

Allo stesso tempo, sostengono che AMTD abbia sfruttato il marchio L’Officiel sui mercati internazionali – in particolare in Asia e Medio Oriente, dove la rivista mantiene un’ampia presenza editoriale – senza che le entrate tornassero all’entità francese. Secondo quanto riferito, ai licenziatari internazionali è stato chiesto di bypassare del tutto le Éditions Jalou e di trattare direttamente con i nuovi proprietari, separando di fatto la società originaria dalla sua risorsa più preziosa.

Marie-Jose Jalou

Reclami fiscali e controllo normativo

Un altro pilastro del caso riguarda la presunta evasione fiscale. La famiglia Jalou accusa AMTD di aver preso il controllo del marchio L’Officiel – che valutano quasi 85 milioni di euro – come parte di un piano volto a evitare gli obblighi fiscali francesi. Sostengono che queste azioni violano direttamente il piano di risanamento approvato dal tribunale e stabilito quando la società è entrata in amministrazione controllata. Questo piano – valido fino al 2028 – limita esplicitamente il trasferimento o la vendita di beni e marchi al fine di proteggere i dipendenti, i fornitori, l’URSSAF e lo Stato francese.

Secondo la denuncia, AMTD ha commesso “gravi e ripetute violazioni” di queste condizioni, minando il quadro stesso che consentiva l’acquisizione. Marie-José Jalou, ex caporedattore della rivista e una delle sue figure più importanti, ha descritto la situazione come devastante. “L’Officiel era la bibbia della moda”, ha detto. “Non può essere trattato come un asset speculativo. Non mi arrenderò mai.”

La disputa si è estesa anche oltre la Francia. Nonostante i procedimenti legali in corso, AMTD ha elencato sia “L’Officiel” che “The Art Newspaper” come risorse mediatiche sulle borse di Londra e New York, una mossa che ha ulteriormente infiammato le tensioni tra le parti. Il fondatore del gruppo, il finanziere cinese Calvin Choi, viene ora citato direttamente in molte controversie.

Il caso si svolge in un contesto più ampio di controllo che circonda AMTD, che ha dovuto affrontare questioni normative e procedimenti legali separati che hanno coinvolto la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Per il team legale della famiglia Jalou, la questione va oltre un disaccordo commerciale. “L’Officiel è un’istituzione della moda francese secolare”, hanno detto i loro avvocati, Céline Bekerman e Antoine Cadeo. “Il suo patrimonio deve essere preservato e non può essere sacrificato a favore di pratiche predatorie”.

Mentre gli investigatori lavorano attraverso una rete di transazioni transfrontaliere, registrazioni di marchi contestate e proventi non pagati, il futuro di “L’Officiel” rimane incerto. Quella che era iniziata come un’operazione di salvataggio si è evoluta in un avvertimento sui rischi che devono affrontare i marchi storici dei media in un’era di capitale globale. Indipendentemente dall’esito, il caso sottolinea una tensione più ampia in un mercato globalizzato, dove le istituzioni della moda e della cultura rischiano di essere subordinate all’ingegneria finanziaria piuttosto che protette come beni patrimoniali.

AMTD respinge con una causa per diffamazione

Nel gennaio 2026, il gruppo AMTD e le sue filiali hanno annunciato di aver avviato un procedimento legale contro Benjamin Eymere, membro della famiglia Jalou ed ex dipendente di una filiale AMTD, per presunta falsità, diffamazione e cattiva condotta. Il gruppo sostiene che Eymere sia stato licenziato per cattiva gestione, che i successivi ricorsi nei tribunali di Parigi siano stati respinti e che le sue recenti azioni abbiano spinto l’AMTD a coinvolgere le forze dell’ordine. AMTD ha inoltre respinto quelle che ha descritto come inesattezze circolanti sulla stampa e sui social media, affermando che l’acquisizione di L’Officiel nel 2022 è stata completamente completata con il 100% del prezzo di acquisto pagato, che il venditore di controllo era il gruppo di investimento GEM piuttosto che la famiglia Jalou e che L’Officiel non ha contratto nuovi debiti dopo l’acquisizione. La società ha affermato che continuerà a perseguire azioni legali per difendere la propria reputazione, posizionandosi come legittimo proprietario e agendo per contrastare le accuse mosse dalla famiglia fondatrice della rivista.

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