Il gigante farmaceutico AstraZeneca sta promettendo 15 miliardi di dollari per finanziare l’espansione della capacità produttiva e di ricerca e sviluppo in Cina, segnando un investimento significativo in un paese pubblicizzato come una potenza farmaceutica emergente.
L’investimento multimiliardario, che durerà fino al 2030, vedrà AstraZeneca migliorare le proprie capacità di scoperta, sviluppo e produzione di terapie cellulari e radioconiugati in Cina. Ciò contribuirà a sostenere le ambizioni della pipeline dell’azienda nelle aree dell’oncologia, dell’ematologia e delle malattie autoimmuni.
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Questa iniezione di liquidità consentirà inoltre all’azienda farmaceutica britannico-svedese di sviluppare ulteriormente gli impianti di produzione esistenti a Wuxi, Pechino, Qingdao e Taizhou, finanziando al contempo la costruzione di nuovi impianti in tutto il paese. I quattro stabilimenti produttivi operativi di AstraZeneca in Cina servono già i pazienti del Paese, così come quelli di altri 70 mercati globali.
Secondo l’azienda, il suo investimento faciliterà anche l’ulteriore espansione della sua “sostanziale” rete di ricerca e sviluppo in Cina, che comprende centri strategici a Pechino e Shanghai.
L’annuncio di AstraZeneca coincide con la visita di tre giorni del primo ministro britannico Keir Starmer a Pechino, che mira ad approfondire i legami economici e ricostruire le relazioni tra le due nazioni.
In una dichiarazione del 29 gennaio, Starmer ha parlato calorosamente dell’impegno di AstraZeneca di 15 miliardi di dollari, sottolineando che l’espansione della presenza cinese della società “aiuterà il produttore britannico a continuare a crescere”. Ciò avviene in un momento in cui temono gli esperti che il Regno Unito potrebbe perdere la sua posizione di polo globale delle scienze della vita a causa della percezione della nazione mancanza di investimenti in farmaci innovativi.
Le mosse di espansione di AstraZeneca in Cina sono in linea anche con la spinta del presidente cinese Xi Jinping ad attuare la normativa Strategia Cina sana 2030che segna il primo programma sanitario a medio-lungo termine utilizzato nel paese dalla fondazione dello stato nel 1949. Con questa politica, Jinping spera di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria in tutta la Cina, concentrandosi al contempo sulla prevenzione delle malattie a sostegno della salute pubblica.
Cresce l’influenza farmaceutica cinese
Negli ultimi mesi si è assistito a un notevole fermento intorno alla crescente presenza della Cina nella ricerca e sviluppo farmaceutico, trainata principalmente dalle riforme normative e politiche all’interno del paese. Secondo l’a recente rapporto di GlobalDatasocietà madre di Tecnologia farmaceuticaLe aziende cinesi sono responsabili del 20% dei farmaci in fase di sviluppo a livello globale.
C’è stato anche un significativo aumento della ricerca e sviluppo di farmaci innovativi in Cinamentre le aziende biotecnologiche e farmaceutiche del paese abbandonano la loro attenzione sui farmaci generici e sui farmaci “me too”. Questa tendenza ha visto molti attori farmaceutici globali assicurarsi lucrosi accordi di licenza sui farmaci e rifornire le loro pipeline con aziende biotecnologiche cinesi.
AstraZeneca è una delle aziende alla guida delle trattative con la biotecnologia cinese, avendo l’azienda farmaceutica siglato diversi accordi di licenza di alto valore che hanno coinvolto aziende in tutta la regione nel 2025. Ciò include la sua Accordo da 5,2 miliardi di dollari con CSPC da giugno 2025.
Secondo gli esperti precedentemente intervistati da Tecnologia farmaceutica, accordi oncologici di alto valore continuerà a costituire un forte stimolo alla crescita per l’industria farmaceutica cinese fino al 2026.
