Il regime flat tax italiano per i nuovi residenti – introdotto dall’articolo 24-bis del TUIR – consente alle persone che si trasferiscono in Italia di sostituire la tassazione progressiva IRPEF su tutti i redditi di fonte estera con un’unica somma fissa forfettaria annuale. L’importo è predeterminato, non ha limiti di portata e è bloccato per un massimo di quindici anni dal momento del trasferimento.
Il risultato è un vantaggio strutturale che sta rimodellando i luoghi in cui la ricchezza mobile a livello internazionale sceglie di stabilirsi. Milano e Roma sono emerse come i due poli naturali di questo cambiamento: Milano per la sua infrastruttura finanziaria, la profondità del mercato immobiliare di prima qualità e la connettività; Roma per il suo ineguagliabile patrimonio storico e il crescente appetito tra gli acquirenti internazionali che cercano una residenza che sia anche una dichiarazione.
Per gli individui con un patrimonio netto elevato, l’acquisizione di una proprietà di prima qualità in entrambe le città non è secondaria rispetto alla strategia: è il fondamento giuridico della stessa residenza fiscale italiana e l’espressione più tangibile di una decisione di pianificazione che integra efficienza fiscale, allocazione delle risorse e qualità della vita.
