Ubicazione: Roma, Trastevere Superficie piano terra: 250 m² Superficie primo piano: 35 m² Patio: 35 m² Terrazza: 50 m²
Sviluppo verticale: 3 Livelli (edificio autonomo)
Lo spazio è stato ricavato da ciò che restava di una vecchia stalla, alta oltre 8 metri, con grandi coperture a capriate e una luce di circa 12 metri. L’ispirazione che ha guidato gli architetti è venuta da una fantasia infantile: la casa sull’albero. L’idea è stata realizzata sul posto, realizzando una struttura sopraelevata: metafora della piccola casa costruita inchiodando insieme pezzi di ferro e legno.
L’obiettivo primario è stato quello di valorizzare e sfruttare al meglio l’ampio spazio principale, destinato al soggiorno, senza togliere spazio alla camera padronale. Centrale nel progetto è stato lo studio del collegamento tra questa struttura sopraelevata e il piano terra. L’approccio scelto è stato un viaggio graduale verso il cuore della casa, concepita come una passeggiata architettonica.
L’interno, progettato dallo studio MDAA, è caratterizzato da una copertura con grandi capriate e un’altezza massima di dodici metri. Un piccolo giardino interno aperto scandisce gli spazi e introduce, sul lato opposto, una struttura adatta ad ospitare la zona pranzo, la cucina e gli spazi di servizio.
L’ampio piano terra è dedicato ad una zona living con arredi contemporanei in predominanza del bianco, in armonia con l’atmosfera calda ed accogliente di quella che un tempo era una vecchia stalla.
Una grande libreria a parete contrasta con gli archi sul lato opposto, mentre i toni neutri della pavimentazione ammorbidiscono l’integrazione di materiali tipicamente industriali e introducono la scelta progettuale per la zona notte. Quest’ultimo definisce l’intero progetto, concepito come una sorta di casa sull’albero, un rifugio accogliente ma anche un facile passaggio verso il resto della casa.
La zona notte è posta in alto, proprio sotto le travi del tetto, senza pretese di architettura high-tech ma piuttosto con l’idea di una geometria incerta, sperimentale, quasi leggermente deformata, che evoca quelle case sugli alberi che provavamo a costruire da bambini. Le pareti ricordano le strutture in ferro tipiche di quelle costruzioni un po’ improvvisate.
Anche la scala che conduce alla “casa sull’albero”, e quindi alla zona notte, si inserisce perfettamente in un design tipicamente industriale, semplice e quasi grezzo dal punto di vista estetico. Priva di elementi decorativi, la scala collega la zona giorno alla zona notte, più appartata. Grandi vetrate a tutta altezza si aprono sul piccolo giardino interno, valorizzandone la presenza all’interno. Questa apertura addolcisce l’effetto compatto del volume sospeso che contiene la zona notte, permettendo alla luce naturale di inondare l’open space, adattandosi al calore e ai toni dei materiali e degli arredi.
The Tree House non vanta solo il prestigio di un’importante riconversione architettonica ma anche la caratteristica unica di essere situata nel cuore di Trastevere, a Roma. Fino al 1900 questo quartiere, oggi cuore della Città Eterna, ospitava ancora scuderie e spazi destinati alle carrozze e ai cavalli: spazi voluminosi, soprattutto in altezza, che sono stati ripensati come residenze.
Dal punto di vista progettuale, l’unicità della Tree House risiede nella suddivisione degli spazi in un’ampia zona giorno al piano terra e in un secondo volume pensato come una sorta di ‘nido sospeso’, che ricorda una casa sull’albero dell’infanzia, da cui prende il nome, e destinato alla zona notte.


